La spesa con la tessera annonaria

La spesa con la tessera annonaria

Udine | 28 agosto 2015

I mercati di Udine: la spesa con la tessera annonaria


Piazza San Giacomo | Mercato Nuovo
Piazza del pollame
Piazza XX settembre
Piazza Venerio

Allo scoppio della Grande Guerra una cittadina di quarantacinquemila abitanti, tanti Udine ne contava al tempo, divenne centro nevralgico di deposito e smistamento delle merci e dei beni di sostegno alle necessità belliche.

Storieincorso | Udine 1914 - 2018. http://walkshow.storieincorso.it - Comune di UdineIn molti palazzi cittadini furono dislocati uffici militari e comandi e nei sobborghi vennero creati depositi di munizioni e numerosi magazzini della sussistenza. Per le principali arterie viarie udinesi per più di due anni vi fu un continuo passaggio di truppe italiane e di un enorme numero di artiglierie, di camion e di carri di ogni tipo. Dagli iniziali 600.000 fino a quasi due milioni di soldati poco prima della vicenda di Caporetto in Friuli e a Udine vi fu una crescente presenza di fanti, di sottufficiali, di ufficiali subalterni e ufficiali superiori, che per servizio o per i più svariati motivi soggiornavano per lunghi o brevi periodi nel capoluogo friulano o vi transitavano dopo la permanenza in prima linea. Nel giro di qualche settimana dallo scoppio del conflitto, vi giunsero anche mogli e intere famiglie di graduati e congiunti di feriti, commercianti e commessi viaggiatori, tanto che il Comando dell’Esercito dovette intervenire per limitare la presenza dei civili forestieri.

“A Udine – scrive Arturo Marpicati nel suo E allora non dimenticateci – sembra di trovarsi nel mezzo di un grandioso mercato: carri, carrette, camions, automobili, ferme o in moto; soldati, ufficiali, generali; negozi gremiti di compratori; nelle piazze, accosto alle chiese, sotto i portici, lungo le belle vie e fin per i vicoli vediamo troneggiare cataste di verdure fresche e pile di scatole di pomodori; zoccolanti salmerie in colonna, cariche di viveri e di foraggi, che s’avviano ai paesetti vicini o alle seconde linee del fronte; ai lati delle strade marciano lenti battaglioni di fanteria, e nel mezzo corrono fragorosi autocarri e batterie da campagna che avvolgono in nuvoloni di polverone i disgraziati fantaccini.”

La situazione economica friulana dell’epoca, a giudicare dagli atti dei Consorzi Agrari e delle Camere di Commercio, era nel complesso positiva, in alcuni settori – mais, bachicoltura – addirittura florida: la razione individuale giornaliera di farina di grano, durante la permanenza dell’esercito italiano, era stata di 500 grammi, la continuativa presenza di carni ovine, suine e di pollame avevano compensato, il più delle volte, le limitazioni nell’uso della carne bovina. I latticini e i grassi animali erano stati sempre presenti nell’alimentazione; altri generi alimenti importanti come lo zucchero, il caffè e il sale, erano stati ridotti ma non erano mai veramente mancati; i prodotti degli orti, poi, erano arrivati nei mercati con continuità ed in abbondanza.

Storieincorso | Udine 1914 - 2018. http://walkshow.storieincorso.it - Comune di UdineQuesto scenario mutò radicalmente in seguito all’invasione austro-germanica, a partire da fine ottobre del 1917: la fame divenne una triste realtà, i saccheggi distrussero le riserve dei principali depositi di derrate, specialmente nelle città. Le successive requisizioni e spoliazioni fecero sparire la maggior parte dei prodotti alimentari.

Le carni bovine, suine e gli animali da cortile, le uova, il latte e il formaggio sparirono con le requisizioni; improvvisamente tutto venne a mancare, salvo quei pochi generi che si potevano recuperare col commercio clandestino, che poté essere attuato da pochi contadini nei paesi e nelle città. Gli abitanti delle città, e primi tra tutti quelli di Udine, esaurite le modeste scorte domestiche nascoste in qualche modo ai controlli dei requisitori, furono costretti a vendere prima i pochi oggetti preziosi che possedevamo, e poi addirittura vestiti e biancheria per avere dai contadini minime quantità di prodotti agricoli con cui sfamarsi.

Nelle prime settimane dell’occupazione intere partite di mais furono date in pasto ai cavalli dei vincitori. I Comandi austro – germanici, appropriatisi di tutti i depositi delle derrate alimentari, decisero a proprio piacimento del nutrimento della popolazione, con il criterio guida che le truppe d’occupazione, circa un milione di uomini, e la popolazione delle province invase avrebbero dovuto essere sempre e comunque autosufficienti e non avrebbero dovuto mai richiedere nessun rifornimento agli Imperi. Così, la razione individuale normale da 500 grammi di farina di frumento del periodo di permanenza italiana fu ridotta subito dal Comando Gruppo di Eserciti austro – gerrnanico a 200 grammi di farina di granoturco, più tardi a 150 grammi e nel marzo – aprile 1918 a 100 grammi.



loghi_home

Questo sito utilizza cooki tecnici e di terze parti. Leggi l'informativa estesa

COOKIE POLICY Questo sito utilizza cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento delle procedure e migliorare l’esperienza di uso delle applicazioni online. I cookie sono brevi frammenti di testo che permettono al server web di memorizzare sul client (il browser) informazioni da riutilizzare nel corso della medesima visita al sito (cookie di sessione) o in seguito, anche a distanza di giorni (cookie persistenti). I cookie vengono memorizzati, in base alle preferenze dell’utente, dal singolo browser sullo specifico dispositivo utilizzato (computer, tablet, smartphone). Questo sito utilizza cookie tecnici indispensabili per il corretto funzionamento di questo sito, per gestire il login e l’accesso alle funzioni riservate del sito, inoltre utilizza cookie di analisi e prestazioni, destinati a raccogliere e analizzare il traffico e l’utilizzo del sito in modo anonimo, permettendo di monitorare il sistema e migliorarne le prestazioni e l’usabilità. Non vengono utilizzati cookie di profilazione, utilizzati per identificare (in modo anonimo e non) le preferenze e i comportamenti dell’utente. Cookie di terze parti: questo sito ospita "social plugin” per Facebook, Twitter, Google+. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L’utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network. Navigando sulle pagine del sito, si può interagire con siti e servizi gestiti da terze parti che possono creare o modificare cookie permanenti e di profilazione e sui l’amministratore del sito non ha alcun Controllo. Gestione dei cookie L’utente può decidere se accettare o meno i cookie utilizzando le impostazioni del proprio browser. Leggi l'informativa estesa qui

Chiudi