Avamposti

Dal Tempio Ossario al Tempietto dei Caduti

Giovedì 29 ottobre Udine | Piazzale XXVI luglio Tempio Ossario DEJA VÙ. CON GLI OCCHI DELLA STORIA_1 I luoghi della memorialistica della Grande Guerra in città introducono le conversazioni delle “Stagioni della memoria” sul mito della Grande Guerra del giorno seguente. Percorso: Tempio Ossario, via Viola, via Magrini scuola “IV novembre”, piazza del pollame, via Rialto, piazza Libertà Tempietto ai Caduti. Con Carlo Infante, Paolo Medeossi, Angelo Floramo A cura di Urban Experience e Radio Onde Furlane Coordinamento di Giorgio Jannis Avamposto_3-29_ottobre_2015...

La spesa con la tessera annonaria

Udine | 28 agosto 2015 I mercati di Udine: la spesa con la tessera annonaria Piazza San Giacomo | Mercato Nuovo Piazza del pollame Piazza XX settembre Piazza Venerio Allo scoppio della Grande Guerra una cittadina di quarantacinquemila abitanti, tanti Udine ne contava al tempo, divenne centro nevralgico di deposito e smistamento delle merci e dei beni di sostegno alle necessità belliche. In molti palazzi cittadini furono dislocati uffici militari e comandi e nei sobborghi vennero creati depositi di munizioni e numerosi magazzini della sussistenza. Per le principali arterie viarie udinesi per più di due anni vi fu un continuo passaggio di truppe italiane e di un enorme numero di artiglierie, di camion e di carri di ogni tipo. Dagli iniziali 600.000 fino a quasi due milioni di soldati poco prima della vicenda di Caporetto in Friuli e a Udine vi fu una crescente presenza di fanti, di sottufficiali, di ufficiali subalterni e ufficiali superiori, che per servizio o per i più svariati motivi soggiornavano per lunghi o brevi periodi nel capoluogo friulano o vi transitavano dopo la permanenza in prima linea. Nel giro di qualche settimana dallo scoppio del conflitto, vi giunsero anche mogli e intere famiglie di graduati e congiunti di feriti, commercianti e commessi viaggiatori, tanto che il Comando dell’Esercito dovette intervenire per limitare la presenza dei civili forestieri. "A Udine - scrive Arturo Marpicati nel suo E allora non dimenticateci - sembra di trovarsi nel mezzo di un grandioso mercato: carri, carrette, camions, automobili, ferme o in moto; soldati, ufficiali, generali; negozi gremiti di compratori; nelle piazze, accosto alle chiese, sotto i portici, lungo...

Pozzuolo

POZZUOLO DEL FRIULI LA BATTAGLIA DI POZZUOLO La Battaglia di Pozzuolo si svolse il 30 ottobre 1917, in seguito alla Disfatta di Caporetto. Una brigata di cavalleria, composta dal Quarto Genova e dal Quinto Novara, e la Brigata di Fanteria Bergamo contrastarono l’avanzata austro-ungarica, dando la possibilità alle forze armate italiane e a decine di migliaia di profughi friulani di attraversare il Tagliamento e mettersi in salvo. La situazione in Friuli era terribile: si stavano ritirando 300.000 soldati sbandati e 400.000 civili.  Sulla piazza della cittadina si trova il monumento dedicato alla cavalleria, mentre all’ingresso nord dello stesso vi è quello dedicato alla fanteria. (fonteWikipedia) LA BATTAGLIA A Pozzuolo del Friuli, la Grande Guerra cominciò il 30 ottobre 1917. L’aveva annunciata, qualche giorno prima, il flusso dei profughi e dei soldati sbandati, proveniente da Caporetto e dalle zone limitrofe. Cadorna stabilì una linea d’arresto a sud di Udine che passava per Campoformido, Pozzuolo e Mortegliano, a protezione dei ponti sul Tagliamento ed a copertura della ritirata della III Armata del Carso: lo scopo era rallentare l’avanzata degli austro-tedeschi. Dopo alcune scaramucce, alle prime luci del 30 ottobre i due eserciti entrarono in contatto. In mezzo, il paese e la gente di Pozzuolo, quasi al completo: solo pochi erano riusciti a trovare scampo oltre il fiume. La gente di Pozzuolo si trovò la guerra in casa. Il sanguinoso combattimento di Pozzuolo del Friuli si inquadra nei drammatici giorni successivi allo sfondamento del fronte italiano da parte delle truppe austro-tedesche a Caporetto (24 ottobre 1917).  Alla I Divisione di Cavalleria venne affidato il gravoso compito di proteggere il ripiegamento della III Armata, non...

Storia de L’ultima battaglia

POZZUOLO DEL FRIULI L’Ultima Battaglia | 28 giugno 2015 Domenica 28 giugno alle 10.30 il Radio-WalkShow si è svolto a Pozzuolo del Friuli dove ebbe luogo “L’Ultima battaglia”. L’episodio risale agli ultimi giorni dell’ottobre 1917 quando uno squadrone di cavalleggeri – formato anche dalla meglio gioventù del luogo – si oppose all'avanzata dell’esercito austrotedesco, cercando disperatamente di proteggere le decine di migliaia di civili e le truppe italiane in ritirata verso il Tagliamento, dopo Caporetto. I particolari della vicenda sono stati illustrati da Giacomo Viola, storico e scrittore, insieme a Chiara Carminati scrittrice e a Marco Chiavon esperto di storia locale e già assessore di Pozzuolo del Friuli....

Tra le pieghe della memoria

UDINE Tra Le Pieghe Della Memoria | 27 giugno 2015 In occasione del 1° avamposto di Storie in corso | Udine 1914 – 2018 il Radio-WalkShow condotto da Carlo Infante ha indagato gli archivi e le documentazioni storiche del conflitto, con ritrovo dei partecipanti presso la biblioteca Joppi. Perlustrando stanze remote e consultando quotidiani, manifesti e volantini di un secolo fa ci si è potuti sospingere “tra le pieghe della memoria”. Il percorso è proseguito, tramite via Portanuova e  piazza Primo maggio, verso il Liceo Stellini, quest’ultimo al tempo sede del Comando Supremo delle forze militari. Giunti a Palazzo Belgrado, residenza del generale Cadorna per oltre due anni, sono stati esplorati i Giardini Ricasoli, per poi ritornare versopiazza Vittorio e i suoi bar storici, luoghi di adunate di popolo e di improvvisate quanto ferventi orazioni di carattere interventista o patriottico. Ospite a Radio Onde Furlane lo storico e docente universitario Umberto Sereni, autore di recentissima pubblicazione Udine Capitale della Guerra.      ...

L’arrivo dei soldati

L’edificio è stato costruito come stazione ferroviaria dopo l’unificazione all’Italia nel 1866. Rappresentava il punto di arrivo delle tradotte dei soldati e dei treni di generali e delegazioni straniere. Era la porta della città di Udine. Nei giorni convulsi della ritirata dopo lo sfondamento a Caporetto i treni furono presi d’assalto da civili e militari in cerca di fuga.  ...

Scuola Dante

La scuola fu trasformata in ospedale militare dalla Direzione di Sanità della II Armata. L’ospedale era riservato ai malati infettivi (tifo, meningite, tubercolosi e colera). Fu dotato di 300 posti raddoppiati nel 1916. In seguito venne trasferito all’esterno della città e vi rimasero solo i feriti da arma da fuoco.  Il 2\3 novembre 1917 fu bombardata da aerei Caproni. Ci furono 2 morti e 20 feriti. ...

Tipografia Doretti

Stabilimento tipografia Friulano-Veneto, Tipografia Doretti. Ungaretti stampò la sua prima antologia di poesie, “Il porto sepolto”, nel 1916. Durante l’anno di occupazione austro-tedesco fu stampata ‘La gazzetta del Veneto’, giornale creato dall’amministrazione imperiale....

Reparto fotografico

In questo edificio ha trovato sede il reparto fotografico dell’esercito, l’unico che poteva riprendere immagini lungo la linea del fronte. Tutte le fotografie erano sottoposte a un accurata revisione e potevano essere inviate alla pubblicazione solo se ottenevano il via libera della censura.. Dal 1917 è sede dei militari austriaci della “Sappeur Kompanie”. In precedenza era allestito il laboratorio dei fotografi Emilio Anelli-Monti, Arnaldo e Luigi Anderloni....

Madonna delle Grazie

La canonica del Santuario fu sede del Segretariato generale per gli affari civili, l’ufficio in cui venivano assegnati i lavori per le aziende civili coinvolte nella costruzione di strade e trincee. In questo ufficio venivano anche assunti i civili adibiti a lavori militarizzati. Nella chiesa della Madonna delle Grazie si tenevano le celebrazioni religiose per il generale Cadorna....

Campane rubate – Il Duomo di Udine

Le più alte cariche, sia italiane che austro-ungariche dopo l’occupazione, assistettero alle funzioni religiose ufficiali. Durante l’occupazione le campane vennero requisite e spedite negli Imperi centrali per essere fuse e riutilizzate a scopi bellici. ...

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